Triplice fischio al Ceravolo e cala il sipario sulla stagione; sul campo vince il Catanzaro, ma l’Avellino ha già vinto con i suoi tifosi. I lupi escono a testa alta dal turno preliminare playoff e con un pizzico di rammarico per un risultato troppo pesante e largo oltremodo. Il 3-0 dei calabresi è una punizione ingiusta per l’atteggiamento che si è visto in campo da parte della formazione di Ballardini che approccia bene alla partita con personalità e sfiora il vantaggio in due circostanze nel primo tempo: prima con Sounas e poi con un destro di Besaggio. Il Catanzaro è squadra forte e lo si vede nella gestione dei momenti e nella solidità che Aquilani mette in campo. Il gol di Pontisso arriva come un fulmine a ciel sereno, con un po’ di distrazione della difesa biancoverde. E’ il viatico per la qualificazione calabrese, ma l’Avellino anche nel secondo tempo prova a mettere in difficoltà i giallorossi. Non ci riuscirà. Cassandro e Iemmello su rigore chiudono i giochi, per un passivo esagerato e immeritato.
Testa alta e petto in fuori; l’Avellino si prende gli applausi dei suoi 750 tifosi e può dirsi veramente contento di come sia finita la stagione, nonostante gli alti e i bassi durante il campionato, svoltato dall’arrivo di un Ballardini che tra qualche ora si siederà al tavolo del presidente D’Agostino per discutere della sua permanenza in Irpinia. Ora è tempo di programmare, progettare con tutta la calma del mondo e soprattutto la lucidità necessaria per essere protagonisti nella prossima stagione. E’ stato un bel viaggio quello dei lupi in questo primo anno di B. Tante cose hanno funzionato, altre meno. Qualcuno ha reso e rispettato le aspettative qualche altro giocatore non è riuscito a esprimersi come ci si attendeva. Leggi non scritte del calcio, da sempre imprevedibile come una Serie B che l’Avellino si è tenuto stretto in anticipo provando a cullare il sogno di abbandonarla attraverso una strada che almeno per quest’anno si è rivelata troppo in salita per i giri del motore della squadra biancoverde.

