Il 21 settembre 2020 Emanuele Pio Adamo era poco più di un ragazzino che in meno di un mese riuscì a convincere Piero Braglia ad aggregarlo in prima squadra. A Sturno prima, al Partenio poi l’allora tecnico dei lupi si accorse di avere davanti non soltanto un giovane reduce da 24 presenze con la Casertana, ma un giocatore già pronto per il grande salto. Un elemento duttile, protagonista con 34 presenze, due gol e tre assist nella stagione culminata con l’eliminazione ai playoff contro il Padova.
Un ragazzo ben voluto dalla piazza, nonostante qualche critica di troppo per una struttura fisica tutt’altro che imponente e una pulizia nelle giocate ancora non ottimale. Ma che a fine stagione fu ceduto, anche con un pizzico di rammarico, a titolo definitivo al Monterosi. Nella Tuscia una stagione da protagonista in Serie C, quindi la chiamata dal Cesena. In bianconero l’affermazione definitiva nella stagione della promozione in Serie B culminata con 2 gol e ben 12 assist. Ma anche in cadetteria Adamo si è ritagliato un ruolo da protagonista. Soprattutto grazie alla capacità di ricoprire più ruoli. Terzino nella difesa a quattro, ma anche quinto, sia a destra che a sinistra a piede invertito, in una mediana a cinque.
Ora il ritorno all’Avellino, sei anni dopo. Un giocatore diverso, sicuramente più maturo, ma con la duttilità di sempre. Quinto a destra, ma anche a sinistra, nel 3-5-2. Ma anche ala nel 4-3-3 di Alessandro Nesta. Un ritorno che segna così l’inizio di un nuovo capitolo, con Adamo pronto a mettere al servizio dell’Avellino l’esperienza maturata lontano dall’Irpinia.


