La notizia del ritrovamento di uomo cadavere in casa ad Avellino spinge il partito dei pensionati a rilanciare il dibattito. A lanciare l’allarme sono stati i familiari che non avevano notizie dell’uomo: sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale medico del 118, la polizia municipale e i carabinieri, che hanno potuto solo constatare il decesso e avviato i rilievi, procedendo anche alla messa in sicurezza dell’unità abitativa.
Dopo l’ennesima tragedia si riaccende il dibattito sul fenomeno delle “morti solitarie”, sempre più frequenti tra anziani privi di compagnia o rete di sostegno. Un fenomeno di portata nazionale, non legato al caso di Avellino. In risposta, Antonio de Lieto, presidente nazionale del partito Pensionati per l’Italia (P.P.I.), rilancia una proposta chiave: l’istituzione, in ogni Comune, di una vera e propria “mappa del bisogno”.
“Si tratterebbe di un’azione preventiva contro gli effetti estremi di solitudine, povertà e malattia. I Comuni devono individuare situazioni a rischio e mettere in campo misure tempestive”
Secondo de Lieto, questa strategia di censimento preventivo consentirebbe alle istituzioni di costruire una rete di assistenza sociale efficace — in particolare, potenziando i servizi sociali per attivare un contatto quotidiano con le persone anziane che vivono sole, così da prevenire ulteriori drammi silenziosi.
La proposta trova eco in altre voci impegnate sul tema: la Comunità di Sant’Egidio, ad esempio, ha richiamato all’urgenza di “mappare le fragilità” per predisporre interventi tempestivi nei casi di emergenza, e non solo nelle stagioni critiche.
Dati alla mano, l’appello è tanto più urgente: ben 9 milioni di anziani in Italia vivono da soli o in coppia senza supporto adeguato; la solitudine quasi raddoppia il rischio di demenza, e aumenta del 30% la premortalità, con impatti pari a quelli del fumo o dell’obesittà. Ciò che è accaduto ad Avellino impone una riflessione, il fenomeno è nazionale, e come tale ha bisogno di risposte strategiche.


