L’abbraccio carico di sentimenti e di adrenalina col direttore Aiello, le mani in testa, il bacio al cielo, il logo strattonato sulla tuta, al lato del cuore. Sensazioni contrastanti all’interno di un uomo che in quel momento vorrebbe urlare al cielo tutto quello che sente, ma sa che deve aspettare ancora una settimana. Non c’è troppo spazio per lasciarsi andare, e forse andare sotto la Curva per volere degli stessi tifosi gli ha rovinato un po’ i piani, lui che della scaramanzia ne ha fatto un mantra.
E’ una serata magica per Raffaele Biancolino, una giornata che non dimenticherà mai. E’ la serata nella quale per la prima volta forse ha capito di aver fatto qualcosa di straordinario, e quelle mani sulla testa probabilmente indicano proprio quello, come a dire, ma che stiamo combinando. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quell’esordio con la Turris, sono trascorse le vittorie, alcune forse sottovalutate, ma anche e soprattutto le critiche che gli hanno permesso probabilmente anche di crescere. Troppe però ingenerose. E ora questo mix di sentimenti che ieri sera lo hanno tenuto quasi prigioniero perché c’è la gara decisiva da preparare, è pronto ad esplodere e non osiamo immaginare cosa avrà nel cuore Raffaele Biancolino, lì proprio dove poggia il logo, stropicciato ieri sera con tutto l’amore del mondo.

