Una batosta per un Avellino arrivato a Cesena con la carica di 2100 tifosi pronti a sostenere i lupi al Manuzzi. Una stangata che arriva dopo i quattro punti in due partite con Pescara e Reggiana anche se il campanello d’allarme dopo le tre reti subite in casa era già un po’ suonato. I lupi di Biancolino fanno veramente poco a Cesena, con un palleggio importante nella quantità ma sterile nell’efficacia. Mignani la prepara bene e imbriglia i biancoverdi; contropiede e ripartenza per i romagnoli, che mettono a frutto la loro identità e lo fanno bene. Infatti pochissime occasioni create, ma 3 gol, derivati un po’ da fortuna, un po’ da episodi, e chiaramente anche per la bravura tattica che non ha avuto l’Avellino.
I lupi hanno esaltato le caratteristiche del Cesena che non ha perdonato con la rapidità di Ciervo, Shpendi e Blesa. A segno tutti e tre. Il primo è un gran gol di Ciervo, deviato da Palmiero, il secondo è un rigorino concesso da un Maresca protagonista per una trattenuta di Rigione su Zaro. Penalty troppo generoso trasformato da Shpendi. Un Rigione che dopo 7 mesi dall’ultima partita ufficiale forse non doveva essere rischiato in una gara così. Il tris è di Blesa, in contropiede nella ripresa. Troppo poco Avellino, troppo poco equilibrio. Sconfitta che lascia l’amaro in bocca anche a mister Biancolino…


