(RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO)
La proposta di re- industrializzazione della ex – Arcelor Mittal collocata nel nucleo industriale di Luogosano – San Mango, attraverso l’acquisizione delle Fonderie Pisano del sito produttivo fa discutere, divide le organizzazioni sindacali e provoca la netta contrarietà del Sindaco di Luogosano Carmine Ferrante, preoccupato per le eventuali ripercussioni ambientali che il nuovo ciclo produttivo potrebbe provocare a danno del territorio.
L’ Irpinia dopo la sbornia post – sisma e’ colpita da una seria deindustrializzazione , quasi tutti i marchi prevalentemente a carattere multinazionale stanno abbandonando il nostro territorio andando a delocalizzare le produzioni in paesi con minori tutele e bassi salari, di conseguenza riscontriamo un pesante decremento occupazionale e l’aumento del precariato; dal punto di vista economico e sociale per l’Irpinia le prospettive sono a dir poco preoccupanti, occorre un nuovo piano industriale di medio e lungo termine adeguato al nostro territorio ed eco- compatibile. La chiusura di Arcelor Mittal rientra nella crisi del ciclo legato alla produzione dell’ acciaio che parte dall’ex Ilva e coinvolge l’intero comparto a livello nazionale – emblematica la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Genova -, l’effetto ricade direttamente sulla vita dei lavoratori e delle loro famiglie, ragion per cui la priorità e’ garantirgli futuro occupazionale e prospettive certe , tuttavia il diritto al lavoro non può essere merce di scambio a discapito della salute pubblica e del benessere ambientale , esperienze simili le abbiamo già avute in Irpinia, l’ex isochimica e la ex novolegno sono esempi indiscutibili, scelte sbagliate possono provocare effetti devastanti. La storia delle Fonderie Pisano non e’ rassicurante quindi le preoccupazioni del sindaco di Luogosano sono legittime, però non bisogna buttare via il bambino con l’acqua sporca , e’ opportuno stabilire ,verificare e garantire che il nuovo ciclo produttivo adotti sistemi tecnologici in grado di abbattere completamente qualsiasi fonte di insalubrità che potrebbe colpire i lavoratori , il territorio e le popolazioni coinvolte.
Nei prossimi giorni, come Rifondazione Comunista proporremo un confronto pubblico tra lavoratori , organizzazioni sindacali , amministrazioni comunali interessate , azienda e cittadini per chiarire se esistono i requisiti giusti .
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione Irpina
Tony Della Pia – resp. p.le dipartimento lavoro
Arturo Bonito segretario provinciale

