Il figlio di Mastella, la figlia di Casillo, la moglie di Schiano e gli altri candidati “di famiglia” hanno il diritto di correre per uno scranno al Consiglio regionale proprio come tutti gli altri candidati. È sempre accaduto, non solo a queste latitudini, che il potere politico si trasferisse per parentela. Ma almeno alle regionali i cittadini possono scegliere liberamente per chi votare. Un cognome non è un merito ma non può rappresentare nemmeno una condanna.


