La sconfitta dello Zaccheria ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi dell’Avellino che accarezzavano il sogno di essere primi almeno per una notte. Che poi, dopo le clamorose sconfitte di Monopoli e Benevento, i lupi avrebbero potuto sperare addirittura di mantenere la vetta per un turno. Ma così non è stato, perché il Foggia ha avuto semplicemente più cattiveria, forse ci ha creduto di più a una vittoria che non avrebbero meritato nessuna delle due compagini.
Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto con il palo di Panico che grida ancora vendetta ma certamente l’Avellino non può essere questo. Troppo poco ha prodotto la formazione di un Biancolino finito sul banco degli imputati, soprattutto dopo aver realizzato che le altre avessero perso le loro partite. Insomma, arriva la sconfitta in trasferta, la seconda del torneo, la prima della gestione Biancolino fuori casa, ko dopo 12 risultati di fila. Troppa frenesia, forse, all’intervallo con un 3-4-1-2 super offensivo che non ha portato però ai risultati sperati. Si parla tanto della coppia Patierno-Lescano, che non ha prodotto particolari occasioni importanti, ma spesso si affrettano troppo i giudizi: prima gara insieme, tra l’altro una partita difficile con una prestazione generale insufficiente.
Le scelte iniziali hanno un po’ sorpreso. Nonostante Palumbo abbia giocato una buona gara, forse De Cristofaro avrebbe meritato ancora un’occasione dall’inizio col subentro di capitan Armellino. Senza infamia e senza lode il debutto di Cagnano sulla sinistra, un calciatore che ha bisogno di giocare per ritrovare il ritmo partita, ma che non ha fatto brutta figura. L’Avellino è ancora lì, e domenica ci sarà il big match contro il Crotone al Partenio-Lombardi. Se ne parlerà stasera a Contatto Sport dalle ore 21 con il difensore biancoverde Michele Rigione.

