A due mesi dalla morte, Sakil Hossain, il 26enne giostraio originario del Bangladesh travolto il 24 maggio scorso a Lioni da un’altalena gigante a cui stava facendo manutenzione, sarà tumulato venerdì mattina nel cimitero del comune di Lioni. La salma giungerà dall’ospedale “Moscati” di Avellino, dove il giovane morì dopo due giorni dal ricovero. Per motivi giudiziari non è stato possibile il suo rimpatrio, come desiderava la giovane moglie Ria e la piccola Fatima, la bambina nata alcuni giorni dopo la morte di Sakil: entrambe si trovano ancora nel loro paese di origine. Il Sindaco Iuri Gioino, insieme al parroco di Lioni e all’avvocato Faustino Liuzzi, non hanno mai smesso di adoperarsi con l’ambasciata del Bangladesh per consentire alla moglie di giungere in Italia. Non si è fermata nel frattempo la raccolta fondi avviata dalla Caritas di Lioni per la famiglia di Sakil.


