E’ stato sicuramente uno dei nomi caldi dell’estate biancoverde quello di Martin Palumbo, giocatore che aveva attirato su di sé l’interesse di qualche club di Serie A ed estero ma che alla fine è rimasto ad Avellino senza far rumore. Calciatore importante che quest’anno avrà la possibilità di affermarsi in Serie B dopo una buona stagione, quella passata, conclusasi con 4 reti e 3 assist. L’italo-norvegese classe 2002 sa bene che questo campionato può essere quello della consacrazione e soprattutto sa benissimo che la stima di mister Nesta e della società è veramente importante. 5 presenze, già 2 gli assist a referto, bellissimo quello per Russo ad Ascoli con una verticalizzazione chiesta e richiesta da Nesta. Un gioco da ragazzi per uno che ha la sua qualità e soprattutto il suo piede sinistro. Occhio però, perché da un anno e mezzo a questa parte il dilemma gira intorno al ruolo di Palumbo. Arrivato fortemente come play per il ds Aiello e mister Biancolino, ha poi agito da mezz’ala e successivamente da trequartista. Periodi positivi, altri un po’ più anonimi, non hanno fatto di lui ancora un top player per la categoria. Ma i numeri e le qualità sono sotto gli occhi di tutti.
Cominciato da trequartista defilato in questa nuova stagione, Nesta dopo il ko di Palmiero ha dovuto ripiazzare Palumbo in cabina di regia a Modena, contro il Palermo e ad Ascoli: i risultati sono stati positivi tra numeri e prestazioni. E allora torna in auge la visione di Aiello, quella del Palumbo play che può agire in quella zona del campo. Ora, col rientro di capitan Palmiero, Nesta dovrà sciogliere le riserve sul ruolo vero dell’ex Juventus. E’ lui il regista di questo Avellino o sarà la mezz’ala che dovrà portare in dote gol e assist importanti negli ultimi 30 metri di campo? Dal 9 ottobre l’ardua sentenza, per un calciatore che rappresenta anche un patrimonio importante dell’Us Avellino.

