Ricordate quando, appena un anno fa, si parlava di una Serie B a propensione difesa a tre? Bene, dimenticate tutto. O quasi. Perché i numeri della stagione 2026-2027, al via venerdì, raccontano un cambiamento netto rispetto al passato.
Lo scorso campionato erano appena 6 su 20 le squadre che, almeno in partenza, sceglievano la difesa a quattro: l’Avellino di Biancolino, il Bari, il Catanzaro. Ma anche la Juve Stabia di Ignazio Abate, il Mantova e il Frosinone di Alvini, che era l’unica squadra a proporre anche due esterni d’attacco come Kvernadze e Ghedjemis. Poi, naturalmente, qualcosa è cambiato nel corso della stagione, ma il dato resta: meno della metà della Serie B aveva scelto di giocare a quattro dietro. Il modulo dominante era il 3-5-2, con le sue varianti più offensive, e una filosofia spesso basata sulla solidità, densità e ripartenza.
Quest’anno, invece, la tendenza è decisamente diversa. Sono 11 su 20 le squadre che partiranno con una difesa a quattro: quasi il doppio rispetto alla scorsa stagione. Una scelta che riguarda le neopromosse Arezzo, Ascoli e Benevento. E la stessa tendenza si ritrova tra le retrocesse dalla Serie A: Verona e Pisa ripartiranno rispettivamente dal 4-2-3-1 e dal 4-3-3. Ma anche squadre ormai abituate alla B come l’Avellino di Nesta, il Palermo di Inzaghi e il Sudtirol di Possanzini.
Segnale di un calcio che cambia anche in Serie B, dove cresce la voglia di costruire, palleggiare e giocare, non soltanto di difendere e ripartire. Poi, quando le cose andranno male, ci sarà sempre tempo per tornare al catenaccio. In fondo siamo pur sempre in Italia: la patria del 3-5-2.


