In quell’esultanza al Sannazzari c’è probabilmente tanto, o forse tutto, dell’ultimo periodo in biancoverde di Emanuele Pio Adamo. Prima sommerso da squadra e panchina, poi la corsa verso la telecamere per dedicare un gol pesantissimo, a chi da sempre lo sostiene. Ma in queste immagini c’è anche altro. C’è senza dubbio la determinazione di un calciatore che, lo ha detto lui stesso, non ha passato certo l’estate migliore di sempre. Lo spiraglio della permanenza allo Spezia nonostante la retrocessione in Serie C. Poi il brusco stop, le gerarchie riscritte e qualche amichevole trascorsa in tribuna. Infine la luce nella chiamata dall’Avellino. Dal suo Avellino. La stessa squadra che anni fa, dopo un provino, decise di dare fiducia a un ragazzo che aveva fatto benino alla Casertana. Ora quel ragazzo è cresciuto, ha vinto un campionato di C da protagonista e ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano in B. E il gol alla Virtus Entella, alla prima in campionato con i lupi dopo sette panchine consecutive e zero minuti complessivi, è il regalo più dolce per un calciatore che ora insidia tutti. Di sicuro può insidiare le scelte di mister Nesta, che è consapevole di avere un’alternativa di assoluto livello su quella corsia destra che nell’ultimo periodo è stata sempre appannaggio di Missori. Ma in generale, il tecnico può sorridere perché – e non è certo una novità – Adamo è quell’elemento che con la sua ambivalenza di ruoli, può restituire quella imprevedibilità che nell’ultimo periodo è scomparsa dall’assetto biancoverde. Una pedina in più. Una soluzione in più. Adamo può essere a tutti gli effetti il jolly di questo Avellino.

