“Una sconfitta sonora, quasi una batosta per le tesi dell’accusa”. È il commento del penalista Gerardo Di Martino, difensore di Amedeo Gabrieli, condannato per il solo reato di peculato. “Assoluzione su tutti i fronti e con formula piena per tutti i fatti di corruzione significa – sottolinea Di Martino – che non vi è stata alcuna deviazione o distorsione dell’azione amministrativa verso scopi privati: dunque, non è mai esistito un sistema corrotto, imperniato sulla volontà a corrompere, in vita per “amministrare favori”, indebiti”. La condanna per i fatti di peculato, secondo Di Martino, non reggerà nei successivi gradi di giudizio: dal 2010 al 2012, Gabrieli, per sua scelta, non ha intascato i 60 mila euro del compenso previsto dal contratto con il comune di Avellino, ma viene condannato per aver speso 3.500 euro a fini personali.


