“In un tempo della vita in cui ci si aspetterebbe di essere calmi e sereni, la vita riserva profondi smarrimenti. A 83 anni si potrebbe pensare di aver raggiunto una stagione della vita in cui tutto dovrebbe essere più tranquillo. Eppure, a volte, la vita ci mette davanti a prove inaspettate, capaci di cambiare ogni prospettiva“. E’ l’incipit della lettera di una donna che racconta la sua storia fatta di prevenzione, coraggio e gratitudine e ringrazia i medici, in particolare il dottore Carlo Iannace, la sua famiglia e a quanti le sono stati vicini in questo cammino. “La mia storia è anche una testimonianza del valore della prevenzione, dell’attenzione ai segnali del corpo e della competenza di chi sa intervenire al momento giusto. Grazie alla prevenzione e all’intervento dei medici, in particolare del dottor Carlo Iannace, ho avuto la possibilità di salvarmi. A loro va la mia riconoscenza per avermi aiutata a continuare il mio cammino. Intanto, tutto si accavalla. I pensieri non danno tregua, ma dentro di me sento ancora forti richiami alla vita, desideri e speranze che non si sono spenti. È davvero straordinario, per me, sentire che, pur cercando un punto fermo in cui ritrovarmi, continuo a confrontarmi con il mondo, con i suoi cambiamenti e con tutto ciò che di nuovo si presenta. Ancora una volta mi ritrovo a vivere, tra paure e slanci, il desiderio di dare un senso alla mia vita.
Tempo alla mia vita…
“Ci sono dolori pesanti da portare, soprattutto per ciò che la malattia comporta. Ma la donna che sono e la mamma che continuo a essere vanno ben oltre la mia età e le difficoltà che sto affrontando. A 83 anni, essere ancora qui, poter raccontare ciò che è accaduto e continuare a vivere i miei affetti è un dono prezioso. La paura non scompare del tutto, ma accanto a essa cresce la gratitudine per la vita che mi è stata restituita. Grazie a chi mi ha protetta, a chi si è preso cura di me e a chi, con la propria professionalità e umanità, mi ha permesso di guardare ancora al futuro. Grazie per la vita che mi resta e per tutte le nuove emozioni, gli incontri e le possibilità che potranno ancora arrivare”.
Famiglia
“Ho perso una parte di me, ma proprio grazie a tutti voi, alla vostra presenza e all’amore della mia famiglia, ho riscoperto una nuova forma di forza e di gratitudine. Ho imparato a dare ancora più valore agli affetti, ai piccoli gesti e alla bellezza delle cose semplici. La malattia mi ha messa alla prova, ma non ha cancellato ciò che sono: una donna, una mamma, una persona che ha ancora tanto da dare e tanto da amare”.
E conclude…
“Sono qui. A 83 anni, dopo aver attraversato la paura e aver conosciuto il valore della prevenzione e delle cure, continuo il mio cammino. Con la consapevolezza che ogni giorno è prezioso e che la vita, anche quando ci mette alla prova, merita sempre di essere vissuta. Con gratitudine, alla vita e a chi me l’ha aiutata a salvare”.

