Il 4-1 alla Sampdoria ha confermato la forza offensiva dell’Avellino, ma sono le statistiche generali dopo sei giornate a raccontare meglio l’idea di calcio di Alessandro Nesta. Stando agli indici Fotmob, i biancoverdi segnano 1,8 gol a partita. Trattasi del quarto miglior valore della Serie B, pur mantenendo il possesso medio al 45,7%, il sedicesimo in tutto campionato. Un dato, quest’ultimo, che suggerisce un’impronta di squadra votata all’attacco rapido dell’avversario più che a gestire a lungo il pallone. A sostengo di questa tesi il dato sui lanci lunghi che dopo sei partite si attestano a 27,5 a partita. Il secondo più alto di tutta la Serie B dietro solo all’Arezzo. Al tempo stesso i lupi sono al 14esimo posto per passaggi riusciti, 334,7 a partita, contro i 442 della Cremonese che eccelle in questa specifica statistica. Verticalità e ricerca degli spazi sono dunque le armi principali del sistema di gioco di Nesta, che punta a raggiungere rapidamente gli attaccanti e sfruttarne le caratteristiche. C’è però un aspetto da migliorare: l’Avellino è diciottesimo per tocchi nell’area avversaria, nonostante il quinto posto per grandi occasioni create. 15 per partita, a fronte delle 11 reti messe a segno. Sintomo di una squadra che sa rendersi pericolosa, ma può crescere nella continuità della propria manovra offensiva. Anche in difesa emerge un contrasto significativo. I biancoverdi sono primi per spazzate, con una media di 30,3 a partita, ma soltanto diciottesimi per recuperi nella trequarti avversaria. Statistiche che fotografano l’avvio convincente di stagione, ma che non sono ovviamente tutto. L’Avellino di Nesta c’è, lo dicono i numeri, ma anche l’atteggiamento. E quello non si misura certo con parametri, tabelle e grafici.

