Era l’8 agosto del 1956 quando un incendio nella miniera di Bois du Cazier, in Belgio, provocò la morte di 262 lavoratori. 136 erano italiani.
Una tragedia che riguarda da vicino anche la nostra terra. Tra i minatori italiani partiti per il Belgio c’erano infatti diversi lavoratori provenienti dalla provincia di Avellino, in particolare da Conza della Campania e Volturara Irpina.
A ricostruire questa pagina dolorosa, tra gli altri, è lo storico irpino Toni Ricciardi (deputato dem) autore del libro “Marcinelle, 1956. Quando la vita valeva meno del carbone”. Tra le vittime c’era anche Antonio Sacco, di Cervinara, appena sedici anni, ricordato come il più giovane tra i minatori morti nella tragedia. A Cervinara è a lui intitolata l’aula consiliare.
Erano gli anni dell’emigrazione di massa dal Mezzogiorno. Uomini e ragazzi lasciavano i piccoli comuni dell’Irpinia per raggiungere il Belgio, spinti dalla povertà e dalla mancanza di lavoro.
Oggi, nel giorno della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, il Consiglio regionale della Campania torna a ricordare quelle vittime mentre l’Europa ha istituito “La Giornata europea annuale in memoria delle vittime di incidenti sul lavoro”.
Una memoria che guarda anche al presente: perché Marcinelle non racconta soltanto una tragedia del passato, ma richiama ancora oggi il valore della sicurezza, della dignità e dei diritti di chi lavora.


